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Camera, Question Time. Le risposte del sottosegretario Gemmato
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Camera, Question Time. Le risposte del sottosegretario Gemmato

Mercoledì 12 giugno u.s., nell'ambito del Question Time presso la Commissione Affari Sociali della Camera, il Sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato, ha risposto a un ciclo interrogazioni a risposta immediata.

Mercoledì 12 giugno u.s., nell'ambito del Question Time presso la Commissione Affari Sociali della Camera, il Sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato,  ha risposto alle seguenti interrogazioni a risposta immediata:
  • n. 5-02468, a prima firma Zanella (AVS), in materia di aggiornamento delle linee di indirizzo regionali in materia di monitoraggio dei livelli glicemici.
    Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni del Sottosegretario:
  • Nel corso degli anni, il nostro Paese ha intrapreso numerose attività per prevenire e ridurre l'impatto del diabete, sia come patologia a sé stante, sia per le correlazioni con altre patologie croniche, con particolare riguardo a quelle derivanti da scorretti stili di vita. Si ricorda, al riguardo, che la Legge n. 115 del 1987, nel prevedere l'istituzione dei Servizi di Diabetologia (SD), ha rivolto particolare attenzione alla tematica della prevenzione, superando il precedente approccio clinico di diagnosi e terapia esclusivamente farmacologica.
  • La diagnosi precoce e l'adeguata gestione del diabete da parte del team diabetologico e del paziente consentono, infatti, di prevenire o ritardare la progressione del diabete e delle sue complicanze. Al riguardo, è chiaro che lo sviluppo tecnologico sta modificando radicalmente il modo di gestire il diabete. In tale contesto, assumono fondamentale rilevanza le linee guida sui sistemi di monitoraggio della glicemia, informate dalle migliori evidenze disponibili e rispondenti ai bisogni di salute del Paese sulla base di criteri di rilevanza e impatto clinico, economico e sociale, e accreditate presso il Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), gestito dall'Istituto superiore di sanità.
  • Si segnala, a tal proposito, che nel marzo 2022 – con aggiornamento nel gennaio 2024 – sono state adottate le «linee guida sulla terapia del diabete di tipo 1», redatte dalle società scientifiche maggiormente rappresentative, con l'intento di offrire un riferimento per il trattamento, farmacologico e non farmacologico, del diabete di tipo 1. Nell'ambito di tali linee guida è previsto che, in soggetti con diabete mellito di tipo 1 si raccomanda di utilizzare un sistema di monitoraggio in continuo del glucosio rispetto all'automonitoraggio glicemico capillare.
  • Nel mese di dicembre 2022, sono state pubblicate anche le «linee guida sulla terapia del diabete tipo 2», elaborate da un panel multidisciplinare, comprendente le varie figure professionali coinvolte nella cura del diabete e prevedono raccomandazioni per alimentazione, esercizio fisico, educazione terapeutica e monitoraggio della glicemia, identificano target terapeutici per l'emoglobina glicata, in maniera differenziata in base alla terapia farmacologica utilizzata, e formulano algoritmi terapeutici, con identificazione di farmaci o classi di farmaci di prima, seconda e terza istanza, per pazienti con pregressi eventi cardiovascolari o senza e con pregressi eventi cardiovascolari e scompenso cardiaco. Con queste ultime linee guida è stata prevista una «raccomandazione debole» né a favore del monitoraggio continuo della glicemia, né del monitoraggio con glicemie capillari.
  • Ulteriori «Linee guida per la gestione del paziente adulto con diabete o con iperglicemia ricoverato in setting clinico non critico» sono state redatte dalle società scientifiche maggiormente rappresentative e pubblicate a febbraio 2023 nel SNLG con lo scopo di fornire un riferimento per la gestione del paziente analizzando obiettivi terapeutici, terapia farmacologica, monitoraggio del glucosio e aspetti assistenziali.
  • Riguardo la tipologia di strumento per il monitoraggio continuo della glicemia, le linee guida sulla terapia del diabete mellito di tipo 1 precisano che il monitoraggio in continuo del glucosio rappresenta un elemento fondamentale nella gestione clinica del diabete mellito di tipo 1 e, a tal fine, raccomanda di utilizzare sistemi di monitoraggio dotati di avvisi predittivi che scattano quando i valori di glucosio stanno per avvicinarsi alla soglia predefinita di iperglicemia o di ipoglicemia rispetto a sistemi privi di avvisi predittivi.
  • Si conferma, quindi, che le linee guida nazionali e internazionali raccomandano un controllo glicemico accurato e personalizzato che, nella maggior parte dei soggetti con diabete, è possibile grazie all'utilizzo degli strumenti di monitoraggio con sensore che, negli ultimi anni, hanno registrato una implementazione che ha permesso di adattare il loro utilizzo alle diverse tipologie di soggetti con diabete e alla variabilità delle situazioni cliniche.
  • La disposizione regionale del Veneto del 2017 dispone l'utilizzo del sistema FMG nei soggetti di minore età e un suo aggiornamento del 2018 prevede la possibilità di fornitura del sistema CGM in casi specifici (adulti o bambini con diabete tipo 1).
  • Alla luce della disponibilità di nuovi strumenti di monitoraggio, sarà cura di questo Ministero, effettuare una ricognizione delle disposizioni regionali in materia per documentare le diverse modalità di erogazione dei presidi di monitoraggio della glicemia nei soggetti con diabete in relazione al tipo di diabete, all'età o a specifiche condizioni cliniche.
QUI la risposta completa del Sottosegretario.
  • n. 5-02470, a prima firma Girelli (PD), in materia di compatibilità tra l'esercizio della professione di medico di medicina generale e lo svolgimento di prestazioni analoghe presso centri di sanità privati.
    Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni del Sottosegretario:
    • Nel nostro ordinamento l'assistenza sanitaria di base è garantita a tutti i cittadini nell'ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza, attraverso medici convenzionati con il SSN in possesso di specifici requisiti ed il cui rapporto di lavoro è disciplinato da Accordi collettivi nazionali di lavoro. La convenzione – cui possono accedere esclusivamente i medici in possesso dei requisiti prescritti dall'ordinamento europeo per il titolo di medico di base – garantisce la possibilità di assicurare al cittadino l'assistenza sanitaria di base ottenendo prestazioni e certificazioni previste e riconosciute nell'ambito del SSN. 
    • Si ricorda che l'accordo collettivo nazionale (ACN) per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successivi – triennio 2019-2021 – sancito con Intesa Stato regioni Rep. atti n. 51/CSR del 4 aprile 2024 – regola, sotto il profilo economico e giuridico, l'esercizio delle attività professionali dei medici di medicina generale convenzionati con le Aziende sanitarie nell'ambito e nell'interesse del SSN. In particolare, l'articolo 21 del predetto ACN, disciplina il regime delle incompatibilità dell'incarico di MMG. Tra le cause di incompatibilità è importante ricordare:
      • la titolarità di ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, o di altri rapporti anche di natura convenzionale con il SSN;
      • l'esercizio di altre attività che possano configurare conflitto di interessi con il SSN;
      • lo svolgimento di attività di medico specialista ambulatoriale accreditato con il SSN;
      • svolgimento di attività di specialista ambulatoriale interno, veterinario ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) o di pediatra di libera scelta.
    • Analogamente, l'articolo 28 del medesimo ACN, disciplina la possibilità per i MMG di svolgere attività libero-professionale di fuori dell'orario di servizio, dandone comunicazione all'Azienda sanitaria, purché lo svolgimento di tale attività non rechi pregiudizio al corretto e puntuale svolgimento dei propri compiti convenzionali, ivi compresi quelli riferiti all'attività all'interno della Aggregazione funzionale territoriale.
QUI la risposta completa del Sottosegretario.
  • n. 5-02471, a prima firma Benigni (FI), in materia di contrasto all'obesità quale strategia nazionale e globale di prevenzione, diagnosi e cura.
    Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni del Sottosegretario:
    • Innanzitutto, con riferimento all'accesso alle prestazioni sanitarie per i soggetti affetti da obesità, si evidenzia che oggi, nel nostro Paese, questi usufruiscono già di tutte le prestazioni di cura ricomprese nei livelli essenziali di assistenza (LEA). Numerose comorbilità dei pazienti affetti da obesità grave sono, difatti, incluse nell'elenco delle patologie croniche e invalidanti esenti come ad esempio, diabete, ipertensione senza danno di organo ed ipertensione arteriosa con danno d'organo, malattie cardiache/circolo polmonare ed insufficienza cardiaca.
    • Si ricorda che il G7 Salute a Presidenza italiana include tra le sue priorità la tematica «Prevenzione lungo parco della vita e innovazione tecnologica». In occasione di questo importante evento internazionale, verranno esaminate le tecnologie innovative, condivise le esigenze di mantenere viva l'attenzione sugli stili di vita salutari, sottolineati i vantaggi offerti da una frequente attività fisica e dalla corretta ed equilibrata alimentazione, con un particolare focus sulle diete sostenibili e legate alle caratteristiche del territorio. Nello specifico, saranno affrontate le problematiche non del tutto risolte nei Paesi in via di sviluppo e quelle legate ai contesti emergenziali, quali la denutrizione infantile e il difficoltoso accesso all'acqua potabile.
    • Si evidenzia che la strategia nazionale di prevenzione è stata elaborata in linea con gli obiettivi dei piani d'azione promossi dall'OMS e dall'UE finalizzate a implementare le politiche di contrasto all'obesità. Si ricorda che il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020- 2025, adottato con Intesa nella Conferenza Stato-regioni del 6 agosto 2020, tra i vari obiettivi per contrastare l'obesità, interviene attraverso un approccio intersettoriale e life-course agendo a partire dai primi 1000 giorni (nonché in fase pre-concezionale) e lungo tutto il corso della vita per ridurre i fattori di rischio individuali e rimuovere le cause che impediscono ai cittadini scelte di vita salutari. 
    • Le regioni dal canto loro, devono perseguire, nei Piani Regionali della Prevenzione (PRP), «Linee strategiche di intervento» finalizzate al contrasto all'obesità/sovrappeso, alla riduzione dell'inattività fisica e della sedentarietà, all'aumento del consumo di frutta e verdura, alla riduzione del consumo eccessivo di sale.
    • Al fine di rafforzare le iniziative di prevenzione e controllo già intraprese, risulta particolarmente rilevante l'adozione, in data 27 luglio 2022, con l'Accordo in Conferenza Stato-regioni, del Documento recante le «Linee di indirizzo per la prevenzione e il contrasto del sovrappeso e dell'obesità». Dette linee perseguono, tra gli altri, l'obiettivo di:
      • promuovere uno stile di vita sano e attivo per prevenire sovrappeso/obesità nel contesto urbano, a scuola e nei luoghi di lavoro;
      • individuare un percorso integrato e condiviso tra l'area preventiva e quella clinica, per un precoce, sinergico e simultaneo inquadramento preventivo e clinico-nutrizionale, che rappresenti anche un anello di raccordo tra la medicina di base, i Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) dei Dipartimenti di Prevenzione e i diversi setting di cura specialistici ambulatoriali/ospedalieri;
      • fornire indicazioni per la formazione degli operatori coinvolti e per le strategie di comunicazione.
QUI la risposta completa del Sottosegretario.
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